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REALIZZAZIONE DI UN POZZO CON POMPA A MANO A  WUTAFA, EASTERN TIGRAY REGION (ETHIOPIA)  

Un  pozzo di acqua potabile è stato inaugurato , davanti alla popolazione locale,  in data 9 Febbraio 2010  a  Wutafa , Tigray Region, Etiopia. Il pozzo è stato finanziato da compagni di scuola di un  liceo scientifico di Bari che si sono ritrovati dopo 40 anni e hanno deciso di sostenere economicamente la realizzazione di questo pozzo scavato a mano alla profondità di circa 30 metri che darà acqua pulita a circa  un migliaio di persone di questo villaggio e dei villaggi limitrofi. Questo intervento è stato realizzato  nella nella tabia di Bizet , woreda di Gantaafeshum, a 40 km nord-ovest dal centro di Adigrat ed  ha richiesto circa tre mesi per essere completato. Il pozzo funziona con una pompa manuale per mancanza di energia elettrica nella zona e praticità di manutenzione.

 

L'obiettivo generale dell'azione è stato  il miglioramento dell'accesso all'acqua potabile in una zona arida e con insicurezza alimentare : la regione del Tigray si trova a nord dell'Etiopia ed ha una superficie di circa 61.500 kmq, che corrisponde al 5,6% del totale della superficie del Paese. Sono circa 5 milioni gli abitanti del Tigray e l'85% è rappresentato da popolazione rurale con un tasso di crescita del 3%. In Etiopia, solo il 22% della popolazione ha accesso a fonti d'acqua pulita ma nelle aree rurali questa percentuale si abbassa all'11%; solo 4 persone su cento hanno accesso a strutture sanitarie adeguate.
Sono abbondantemente diffuse nella zona infezioni intestinali che colpiscono particolarmente i bambini e vengono causate principalmente dall'utilizzo per usi domestici di acqua proveniente da fonti non sicure (in particolare di acqua stagnante). .

Per la realizzazione di questo intervento ci si è affidati  al Segretariato Cattolico di Adigrat, organizzazione che da anni opera nella regione del Tigrai in interventi idrici e, per tutte le attività operative in loco, dell'ufficio di coordinamento VIS in Etiopia, che ha mantenuto  i rapporti con il Segretariato Cattolico e monitorato il corretto andamento dei lavori e delle attività di formazione del personale addetto alle operazioni di gestione e manutenzione del pozzo.

 

Commenti

Che bello pensare a noi ragazzi come quelli della  D..o no? 
Un abbraccio a tutti
Amedeo

caro Claudio,
sono orgogliosa di aver partecipato a questo progetto e spero anche che il nostro impegno non si limiti solo a questo. la foto in cui compari tu con il cartello del pozzo alle spalle fa da sfondo al mio computer, quella del bimbo che beve è nel mio cuore e...perdona la retorica. Spero che ci si riveda al più presto, credo che abbiamo molto da fare ancora insieme!. Un abbraccio.
Gabriella
Mi sono commosso davvero. Eppure non piango mai... Grazie… Antonio
Carissimo Claudio,
non avrei mai immaginato di provare una  emozione così intensa alla vista già solo di queste prime foto ! superfluo ogni altro commento, ogni altra parola.
Soltanto e ancora grazie a te, e a tutti.
Lello
P.S. Sono felice per quest'amicizia che dura dai nostri quattordici anni, dal tempo dei nostri primi dischi di jazz ascoltati dal giradischi del Reader's Digest, di Bandiera Gialla e dei Beatles.
Caro Claudio,

grazie per aver portato con te il nostro cuore a Wutafa, grazie per l'occasione che ci hai dato di dare un senso al nostro incontro. .  Spero che tu possa venire a Bari quanto prima per raccontarci dell'inaugurazione e mostrarci le immagini. Sono felice per quella gente! Vi abbraccio tutti.
Gino
Sono commossa e orgogliosa. Grazie Claudio per averci spinto a intraprendere  questa strada.  Un abbraccio a tutti
Annalisa
Carissimo Claudio,
sono commosso…emozionato…orgoglioso, grazie di cuore per aver dato a tutti noi la possibilità di partecipare a questo piccolo grande progetto. Un abbraccio,a presto
Libertino
Dobbiamo esserti tutti grati, caro Claudio, per averci dato l’opportunità di partecipare a questa impresa. In quelle foto ci siamo tutti, con la bambina che beve guardando la camera con quegli incredibili occhi, con la donna che manovra la leva della pompa con un gesto di nobiltà antica, con quel bel giovanotto che indossa la maglia di “quelli della D” e che ci ha idealmente condotti in Africa. Mi trovo a pensare ai nostri compagni che non ci sono più, che sento anch’essi partecipi in questa comunione di intenti.Quella che ora alimenta le oasi del Sahara è acqua piovuta diecimila anni fa: tanto impiega nel suo lungo viaggio sotto terra. Non so quanto tempo abbia dormito tra le pietre l’acqua del “nostro” pozzo. L’importante è che sgorghi adesso, per sanare una sete antica, come quell’acqua limpida di diciottenni di tanti anni fa che, quiescente, viene alla luce ora. E il fato voglia che scorra serena anche nei giorni a venire, severi ragionieri del discrimine tra attivo e passivo della nostra personale partita doppia. Un abbraccio a tutti noi.

Caro Claudio,
ciò che hai fatto e i gesti dei tuoi amici africani valgono più di 
ogni altro discorso. E' vero, niente accade per caso e le coincidenze 
sono adesione alle  tappe di un cammino che un Altro ha scritto. Con 
amicizia.
Nino Dammacco





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