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Progetto casa Laura Vicuña
Quito, Equador |
Il progetto Casa Laura Vicina lavora con vite:
vite umane che “nella loro innocenza,
stanno soffrendo troppo fino al punto che, a volte, sembra proprio
che molte pene
di questo mondo cadano proprio qui, su di loro “ - come dice
Suor Elisa che si sta
prendendo cura da tempo, di queste creature, a Quito in Equador- ….
Il progetto attualmente consiste in tre case che rappresentano tre
fasi distinte di un
possibile cammino verso una vita possibile per queste bambine:
la prima casa, è quella di “accoglienza”:
arrivano le bambine accompagnate dalla croce rossa, dalla polizia
o da qualche persona che le incontra per strada o è a conoscenza
della realtà in cui si trova la bambina. Come dice Suor Elisa
“ la maggior parte delle volte è la violenza che le porta
fino a noi: violenza fisica e morale e la prima cosa che dobbiamo
fare è quella di tentare di curare profonde ferite procurate
dalle famiglie stesse, anche se famiglia è una parola eccessiva
per loro.. La madre è il centro di tutto: è una madre
che spesso le picchia, le vende, le regala, le dimentica, le abbandona,
pur restando madre … sembra che questo legame rimanga sempre
molto forte,nonostante tutto. Il padre è una figura di passaggio,
a volte è il loro vero padre, a volte il padre dei fratelli,
a volte solo un uomo che abusa di loro. Per queste bambine è
quindi difficile comprendere che possa esistere l ´affetto e
che le persone possano essere legate da sentimenti veri. Dietro ai
loro occhi neri nascondono segreti terribili , anche se il sorriso
è sempre presente sui loro volti. Sostanzialmente si cerca,
al di lá di dare le prime regole di convivenza e di insegnare
lo spagnolo e la matematica, di seguirle moralmente, quanto piú
possibile “ la seconda casa è
intesa a garantire una istruzione di base ed una prima formazione
professionale: dopo la scuola, le bambine sono coinvolte in piccoli
lavori manuali intesi ad occupare il loro tempo in attivitá
pratiche quali fare il pane, pulire, cucinare, creare piccoli oggetti
da rivendere. la terza casa è ubicata
in un piccolo paesino alla periferia di Quito e promuove l´inserimento
e l´integrazione delle bambine nella vita sociale del posto;
le ragazze ( oggi 33 tra i sei ed i diciotto anni) frequentano la
scuola con alunni del posto, hanno uno spazio dove accudire ad animali
domestici, frequentano un laboratorio di taglio e cucito che permette
loro di prepararsi per una futura attivitá di lavoro. Due di
queste ragazze si iscriveranno all´Universitá.
Una casa è a disposizione di una coppia di volontari che intendano
creare in loco,
una casa famiglia per dare un´opportunitá in piú
a queste bambine; un piccolo
spazio con negozi e laboratori è attualmente in costruzione.
La Fondazione Butterfly intende dare il proprio contributo, in termini
economici e di
idee, a questa piccola e povera comunitá di recupero di queste
bambine, facendo
conoscere la loro difficile realtà con l´intenzione di
promuovere qualsiasi iniziativa
intesa ad aiutare queste suore missionarie che si stanno dedicando
con amore
a questa causa. |
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